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24.03.2001 Milano
08.08.2001 Padova
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La performance consiste nell' improvvisazione dal vivo
per quanto riguarda montaggio e manipolazione di brevi
sequenze video; tali sequenze sono di due tipi:
1. microloop fotografici: sequenze fotografiche scattate
dall'autore, composte da 10 - 20 fotogrammi ciascuna
e ripetute in loop.
2. animazioni vettoriali: composte in genere da figure
vettoriali costruite e animate da algoritmi scritti
dall'autore.
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Le sequenze video, così costruite vengono montate
e manipolate dal vivo con un'applicazione preparata.
L'applicazione permette di lavorare sulle sequenze video
in modo molto più sofisticato e flessibile di
un mixer video e rende il computer simile ad un sintetizzatore
visivo.
L'azione dal vivo permette all'esecutore di sincronizzare
le immagini con gli eventi sonori di una performance
audio e di far aderire le due componenti per forma e
ritmo.
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Il linguaggio visivo utilizzato nasce da due moventi
apparentemente contrapposti:
1. la realtà impressa sul sensore/retina, vista
come qualcosa di distorto e fasullo, viene ulteriormente
deformata, dilatata, compressa e alterata nel vano tentativo
di avvicinare quell'immagine all'oggetto che l'ha generata.
2. la realtà immaginata e ricostruita riscrivendone
le leggi fisiche nel vano tentativo di allontanarsi
da quel legame e da quelle regole.
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La constatazione di trovarsi in questo spazio intermedio
che impedisce di avvicinarsi e di allontanarsi dalla
realtà non crea frustrazione bensì impeto,
desiderio di muoversi lungo altri assi, altre linee
di forza...
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setup: notebook con uscita SVGA (o S-VIDEO)
nel locale devono essere a disposizione: videoproiettore
(con ingresso svga o s-video), cavo di connessione pc-videoproiettore,
postazione per alloggiare il notebook
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